Roberto De Angelis e Nathan Never: assieme verso il numero 200
Nathan Never, uno degli albi della Sergio Bonelli Editore tra i più innovativi ed audaci, si avvicina al 200° numero.
Un traguardo notevole per un fumetto, soprattutto in questo periodo che vede molte testate storiche in crisi, se non addirittura già chiuse.
Un successo dovuto largamente all’abilità di sceneggiatori capaci di modellare il mondo futuristico di Nathan Never in uno specchio della società contemporanea.
Lodevole anche l’aspetto grafico, grazie ad uno staff di disegnatori abili e versatili che hanno saputo dar vita a questo mondo. Uno soprattutto ha legato il proprio nome alla creatura fantascientifica di casa Bonelli. Roberto De Angelis.

Roberto De Angelis fin dallo storico Numero 0 di Nathan Never s’impone come uno dei disegnatori di punta della neonata serie, facendosi notare per il suo stile dinamico, realistico e dettagliato, per l’uso sapiente delle inquadrature e delle chine, nonché, cosa che non fa mai male, per la sua abilità nel disegnare figure femminili dalla notevole carica erotica (il suo tratto, soprattutto nei primi lavori, può ricordare Milo Manara).
Roberto De Angelis nasce a Napoli, il 16 dicembre 1959, ma, successivamente, si fa “adottare� da Salerno. È qui che negli anni ’80, assieme agli amici Bruno Brindisi (Dylan Dog, Nick Rider, Tex), Luigi Coppola (Dylan Dog, Martin Mystere) e Luigi Siniscalchi (Martin Mystere, Julia) da vita prima alla fanzine Trumoon e, in seguito, ad un vero e proprio studio grafico.
Realizza storie per Tilt e Boy Comics ed inizia una collaborazione con L’Intrepido, grazie alla quale conosce Ade Capone (Zagor, Lazarus Led, Erinni) con il quale realizzerà Kor One. Negli anni a seguire la sua produzione passa indistintamente dai fumetti horror a quelli porno, fino a quando, assieme agli amici manda delle tavole di prova alla Sergio Bonelli Editore per Nick Rider.
Verrà notato da Antonio Serra (Nathan Never, Gregory Hunter) che lo vorrà sull’allora nascente collana Nathan Never.
Da quel momento (escludendo saltuarie apparizioni su altri personaggi della casa editrice) il suo nome è legato al mondo fantascientifico di casa Bonelli. Dal numero 60 della serie subentra in veste di copertinista al defezionario Claudio Castellini (Dylan Dog, Marvel vs DC, Wolverine the End), contribuendo a modificare l’aspetto grafico globale della serie.
Se infatti i primi numeri sono caratterizzati da una rappresentazione di un futuro molto debitore alla tradizione supereroistica e ai manga giapponesi, dopo l’abbandono di Castellini, la seria, grazie soprattutto a De Angelis, si è graficamente spostata verso toni più cupi, prediligendo le atmosfere alla ricerca spasmodica dei dettagli.
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Scheda Identità Artista
Nome: Roberto De Angelis
Data di nascita: 16-12-1959
Luogo di nascita: Napoli
Nazionalità : italiana
Lavoro: Disegnatore, Illustratore
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Sito Ufficiale:www.robertodeangelis.com
Intervista allo scenegiatore Stefano Vietti sul futuro prossimo di Nathan Never: www.sergiobonellieditore.it






Sicuramente, tra le tante testate bonelli e non che leggo, nathan never è il più dinamico. Situazione assolutamente inconsueta per un fumetto cosi longevo.
Il suo mondo è in continuo mutamento, e i suoi autori hanno sempre dimostrato che grossi cambiamenti e/o stravolgimenti non hanno fatto altro che rinnovare l’attenzione verso questo fumetto.
La morte di Reiser, la guerra con le stazioni orbitanti, la morte di nemici storici, i tecnodroidi, e gli imminenti cambiamenti che stanno avvenendo in questo e i prossimi 5 numeri sono sono una piccola parte di quanto questa testata abbia fatto.
I miei complimenti agli autori e ai disegnatori che tanto amo per come rappresentano dettagli di una vita solo cosi apparentemente lontana da noi.
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Concordo pienamente. Il sapersi sempre rinnovare, evitando di cadere nella facile routine che spesso attanaglia le testate di successo è sicuramente il pregio più grande di questa testata
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Che dire, leggo Nathan Never dalla suprima uscite anni fa e ancora oggi leggo questo fumetto proprio per la sua dinamicità . Ricordo ancora quanto mi “prese” la saga della “Fratellanza Ombra”.
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ho cominciarto a leggere Nathan Never a 12 anni, rubandolo di nascosto dalla stanza di mio fratello… nascondevo gli albi sotto i libri di scuola quando mia madre irrompeva nella camera, mentre avrei dovuto fare i compiti… ricordo ancora la notte in cui mi sono sognata Nathan, seduto sul bordo del mio letto, che mi guardava dormire…
continuo a seguire la serie, ma niente può superare il numero 1 disegnato dal mai troppo rimpianto Claudio Castellini, i numeri 7 e 8 (quante volte ho desiderato di essere June?) e il gigante “Doppio Futuro”.
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Galeotto fu il numero uno. Stupende le tavole di Castellini, ma proprio a causa di esse è stato notato in America ed ha abbandonato la serie.
Ho sperato fino all’ultimo che prima di andarsene riuscisse a realizzare almeno un altro numero. Quanto a “La Zona Proibita” e “Uomini Ombra”, penso che si tratti ad oggi della miglior storia di Nathan.
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