06
Apr 2007

Realizzazione di una tavola di fumetto

Pare che sia arrivato il momento di seguire l’esempio tracciato da DesMM e mostrare in questa sede qualcosa partorito dalle mie manine, mediante l’uso dei classici strumenti cari a tutti i disegnatori. Matite, righe, pennini e pennelli….
front.jpg

Ci sono molti modi per realizzare una tavola di fumetto(concettualmente parlando). Il tutto parte con una sceneggiatura, che può lasciare più o meno spazio all’estro creativo del disegnatore. Prassi comune negli Stati Uniti, ad esempio, è realizzare sceneggiature poco dettagliate, anche se vi sono delle eccezioni. Una di queste clamorose eccezioni è Alan Moore (inglese, ma lavora per le case editrici statunitensi), che scrive sceneggiature dettagliatissime, dove descrive minuziosamente cosa vuole in ogni singola vignetta.
Dopo aver letto la sceneggiatura ed essersi fatti (si spera) un idea di quello che si deve disegnare, si comincia a realizzare la tavola. Tenete presente che, di norma, le dimensioni del disegno da realizzare devono essere circa il doppio delle dimensioni che dovrà avere una volta stampato.

Galleria disegni

01_schizzo_a_matita.jpg02_schizzo_a_matita.jpg03_rifinitura_a_matita.jpg04_china.jpg05_tavola_finita.jpg

Parlerò di come di solito procedo io, ma, come tutto, ci sono molti modi per arrivare al “prodotto�? finito. Per prima cosa traccio la squadratura, dividendo il foglio nelle singole vignette, seguito da uno schizzo di massima per gli ingombri e le prospettive, realizzato molto velocemente giusto per farmi un idea di quella che sarà l’impressione finale. realizzando il disegno bisogna anche tener presente che dopo dovrà essere aggiunto il lettering, per cui bisogna anche prevedere, approssimatamene, dove dovranno essere messi i baloon.In seguito passo a rifinire, sempre a matita (di solito uso delle 2b) aggiungendo dettagli ed ombreggiature. Finita questa fase si inizio a passare la china, tracciando prima i contorni. Infine cancello le matite di sfondo prima di ultimare la tavola riempiendo le parti nere e definendo gli ultimi dettagli.
Per concludere vorrei scusarmi per la qualità delle immagini, ma, purtroppo, non avendo a portata di mano uno scanner di dimensioni adeguate per la tavola, mi sono dovuto arrangiare. Prossimamente posterò un articolo sul lettering, dove mostrerò la tavola scansionata degnamente.

Scritto da Massimo [Diapolik].

8 Commenti a “Realizzazione di una tavola di fumetto”

  1. Bel post, molto chiaro, la qualità delle immagini è comunque sufficiente per capire il procedimento.
    Ah… segno del destino, stavo reggendo una pagina di Watchmen quando sono entrato qui :D

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    6 Aprile 2007 alle 11:14
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  2. ;) bellissimo stile, potresti iniziare un fumeto sulla vita del blogger… :D

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    6 Aprile 2007 alle 12:56
    +1
  3. Diapolik

    Alan Moore, maestro di vita per tutti noi :D

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    6 Aprile 2007 alle 14:52
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  4. Bellissimo post. Trasmette una cosa grande. Stimola la voglia di immaginare cosa faremmo noi usando l’approccio descritto.
    Ecco giustificato un sito come paintblog.net che io considero con un forte concept nella sua natura. Anche se al primo impatto è estremamente “tecnico”. Bravo, bravo… e buon lavoro. Carmine

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    6 Aprile 2007 alle 16:40
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  5. fabio

    we bellissimo disegno ma pero’ se devo dire la verita’ a me piaciono un po’ piu’ i manga ma dato che in italia nn si possono fare mi dovro’ arrangiare.Kmq i fumetti anke a me piacionolo stesso. dato che sei bravo se mi puoi dare qualke konsiglio, poi fa come vuoi. di nuovo i miei complimenti

    fabio.

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    2 Giugno 2007 alle 10:32
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  6. Diapolik

    più che volentieri, ma di preciso che genere di consigli t’interesserebbero?
    per quanto riguarda il manga puro e crudo, è vero che in Italia non ha mercato, ma iniziano a farsi strada degli autori con uno stile che ricorda molto il tratto nipponico, anche se, ovviamente, contaminato, con un occhio più votato al realismo.

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    4 Giugno 2007 alle 17:25
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  7. plenilunium

    leggendo alcuni commenti mi trovo di fronte a una parte del commento di Fabio che non riesco a comprendere.Riporto le sue parole “…a me piaciono un po’ piu’ i manga ma dato che in italia nn si possono fare mi dovro’ arrangiare…” cosa vuol dire che in italia non si poxono fare manga…(scusate la mia ignoranza)

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    22 Febbraio 2008 alle 17:50
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  8. Diapolik

    Semplicemente che il mercato italiano (o meglio gli editori) digerisce poco gli autori con tratto “manga”. Questo non vuol dire che non ce ne siano, ma di solito si tratta di disegnatori che si autoproducono i propri lavori o si limitano a publicarli via web.

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    26 Febbraio 2008 alle 18:38
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