Pennarelli a china, il modo migliore per imparare ad inchiostrare
Per chiunque abbia intenzione di disegnare fumetti, l’inchiostratura è un passo fondamentale quanto profondamente pericoloso.
Pericoloso perché spesso e volentieri, dopo i primi tentativi di passare la china, il pericolo di demoralizzazione è molto alto. Molti, dopo aver passato la china non sono soddisfatti del lavoro ottenuto, visto che ,un inchiostratura data male, rischia di rovinare completamente il disegno a matita di partenza.

Siamo sinceri, dare la china è molto più di un semplice ripassare un disegno a matita. Bisogna fare in modo di dare spessore al disegno, profondità e volume e questo si ottiene solo con mooooolta pratica.
Gli strumenti più comuni (e più tradizionali) per inchiostrare un disegno sono i pennini e i pennelli, e dovrebbero essere gli attrezzi a cui deve puntare chiunque voglia disegnare fumetti. Tuttavia sono particolarmente impegnativi. Soprattutto per inchiostrare con il pennello si deve padroneggiare una tecnica perfetta.
Per fortuna, da qualche anno, in commercio si trovano anche pennarelli ad inchiostro di china, studiati appositamente per il disegno artistico. Premettendo che un ragazzo che volesse diventare disegnatore di fumetti deve puntare ad arrivare ad utilizzare pennini e pennelli (alcune case editrici sono tradizionaliste e non vedono bene i pennarelli), il pennarello a china è un sistema comodo ed economico per far pratica. Più pratici e maneggevoli degli altri strumenti sono l’ideale per i neofiti che vogliono farsi le ossa e danno la possibilità di ottenere dei risultati più che dignitosi, grazie all’elevata qualità che hanno raggiunto.
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In commercio è possibile trovarne di tutti i tipi, di tutti gli spessori e di tutte le marche. Per fare qualche esempio, ci sono i Staedtler Pigment Liner, i Pilot Pigment Ink Drawing Pen oppure i Pitt Artist Pen Faber Castell. Sono tutti ottimi pennarelli con una china di buona qualità, e si possono trovare con punte di vari spessori, tuttavia, la migliore del lotto si dimostra (come parere personale) la Faber Castell. Innanzi tutto la qualità della china è superiore alle altre, inoltre ha anche un pennarello con punta brush, che può dimostrasi particolarmente comodo, soprattutto come trampolino verso il pennello vero e proprio. Dulcis in fondo, per gli amanti delle chine colorate, ha una gamma di colori veramente ampia (ben 24 tipi), e si dimostra più facile da reperire rispetto le concorrenti.
Link ai siti
Faber-Castell: Pitt Artist Pen Faber Castell
Pilot: Pilot Pigment Ink Drawing Pen
Staedtler: Staedtler Pigment Liner
Io ho imparato con china, pennini e pennelli. Consiglio a tutti di fare pratica con quelli e sporcarsi un po le mani prima di passare ai pennarelli.
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Qualcuno può preferire i pennini, qualcuno (pochi) usano solo i pennelli, e qualcuno predilige i pennarelli. L’ultima parola spetta sempre ai gusti personali, tuttavia un pennarello può dimostrarsi piu comodo e piu economico per chi vuole iniziare a farsi un idea di cos’è l’inchiostratura di un disegno. Anche perche con pochi euro te ne procuri uno, per un buon pennello devi sborsare molto di più e stare molto attento alla manutenzione.
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Credo abbia poca poca importanza con quale strumento si definisca un disegno; Ho visto usare in maniera irriconoscibile la tradizionale Bic a sfera. Resto, però, del parere di Kazze: un buon pennello non ha eguali! Magari per i neofiti il mio consiglio è di cominciare con un pennello piccolo, più comodo, più economico ed altrettanto versatile; un Da Vinci 2 o 3 non costa poi tantissimo, ma se volete divertirvi e siete già pratici del mezzo un Windsor e Newton 6 è perfetto.
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ciao, puoi dirmi all’incirca il prezzo dei pennarelli?
è da un po che volevo avvicinarmi al mondo della china, ma i prezzi dei pennini mi hanno sempre tenuto lontano..
grazie
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il prezzo si assesta tra i due e i tre euro a pennarello. si trovano sia sciolti che in confezioni che raccolgono varie dimensioni delle punte.
il prezzo è abbordabile, visto che, di norma, consiglierei quello a punta brush e al limite un secondo con punta tradizionale (la dimensione della punta scelta in base al gusto personale).
la vera difficoltà, sta nel riuscire a recuperarli. non è sempre facile.
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