15
mar 2007

La Punta d’argento

Una tecnica di disegno molto antica, dal fascino indiscutibile (e dalla difficoltà di realizzazione altrettanto indiscutibile) che, negli ultimi anni sta tornando di moda tra gli artisti contemporanei. Successore dello stilo che veniva utilizzato in passato per incidere le tavolette, e precursore della graffite, la punta d’argento è presente già in epoche antiche, ma si viene ad imporre dal Medioevo, anche se è nel Rinascimento che raggiunge la massima espansione. Leonardo da Vinci la utilizzò, e oltre a lui anche Albrecht Dürer, Hans Holbein, Rembrandt e Pieter Paul Rubens. In tempi più recenti Frederic Leighton, Pablo Picasso e Joseph Stella.
silverpoint_00_banjie_getsinger_nicholas.jpg
La Punta d’argento è composta da un supporto in legno o metallo, alla cui estremità viene fissata una punta in argento, oro, rame, piombo o una delle loro leghe (anche se di solito si usa principalmente quella in argento perché crea un tratto più duraturo). Utilizzare la Punta d’argento è tale e quale che utilizzare una matita, salvo che, per poterla usare bisogna prima creare il supporto adatto. Questo può essere costituito da un foglio di carta trattato con pigmenti ed aggreganti stesi in vari strati utilizzando un pennello. Oppure si può optare per un pannello di legno, che deve essere spennellato da un composto di acqua e cementite ad acqua. Lasciato ad asciugare deve poi essere passato con della carta vetrata fine per creare un piano di lavoro il più liscio possibile. In alternativa ci sono in commercio carte preparate per la punta d’argento, ma il modo migliore è prepararsele da soli.

Galleria immagini

silverpoint_01.jpgsilverpoint_02_leonardo.jpgsilverpoint_03_douglas_gillette.jpgsilverpoint_04_douglas_gillette.jpgsilverpoint_05_norine_kevolic.jpgsilverpoint_06_durer.jpgsilverpoint_06_ingrid_capozzoli.jpg

Da qui inizia la parte difficile. Le varie tonalità si ottengono aumentando la pressione della punta, le ombreggiature si ottengono invece realizzando una fittissima rete di linee parallele. Il vero problema sta nel fatto che se si sbaglia è difficilissimo cancellare l’errore. Si possono provare a togliere piccoli segni con la carta vetrata, ma si rischia di rovinare il supporto. I disegni cosi ottenuti sono molto duraturi, ma soggetti ad ossidazione. Realizzando il disegno le linee saranno inizialmente su una tonalità grigio chiara, che sfumerà poi verso il seppia o il nero (comunque il risultato finale dipende molto dal materiale della punta e da i pigmenti che si è scelto di creare i supporti). Dopo l’utilizzo è sempre bene pulire la punta. Questa, con l’utilizzo, avrà bisogno di essere rifatta. Operazione che può essere fatta con della carta vetrata, anche se, bisogna prestare attenzione a non renderla troppo appuntita, onde evitare di rovinare poi il supporto che si sta utilizzando.

Link utile

Ecco un link in lingua inglese su tutto, ma proprio tutto quello che volete sapere sulla punta d’argento:
http://silverpointweb.com/

Scritto da Massimo [Diapolik].

3 Commenti a “La Punta d’argento”

  1. matteo

    ho trovato interessante il vostro articolo, abito a vicenza ma non riesco a trovare la punta d’argento per iniziare ad usarla, potete aiutarmi?

    1 luglio 2008 alle 00:20
    vota!
  2. Diapolik

    L’ideale è cercare in negozzi specializzati in materiali artistici. La punta d’argento è poco usata, quindi è difficile che l’abbiano in casa, ma potrebbero procurartela
    Una volta la Alessi produceva una punta d’argento (o meglio, una punta in lega di piombo e stagno) ma non la trovo più sul suo sito.
    Un alternativa è acquistarla all’estero qui http://silverpointweb.com/catalog.html

    1 luglio 2008 alle 04:18
    vota!
  3. Mi piacerebbe saperne qualcosa di più ,tipo volumi in commercio od autori, cenni storici ,insomma il più possibile. Grazie

    28 agosto 2009 alle 09:54
    vota!



Vai in Home Page | Archivio articoli | Feed RSS degli articoli | Design Multimedia Blog