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Gen 2008

Il serial Lost un omaggio ai fumetti?

Ok, lo ammetto. Non sono un fan di Lost, tanto vale che lo dica subito. Non ho nulla contro il serial, tutti quelli che lo seguono me parlano bene e le poche puntate che ho visto non mi sono sembrate assolutamente male. Semplicemente non lo seguo. Anzi, mi sono imposto di non seguirlo per paura di restare invischiato nell’ennesimo serial televisivo che mi costringerebbe a fare i salti mortali per doverlo assolutamente seguire ogni settimana, pena perdere completamente il filo della trama. Premesso questo, devo dire che, sono rimasto piuttosto stupito quando ho saputo che qualcuno aveva tracciato dei parallelismi tra Lost e uno dei fumetti più famosi di casa Marvel, gli X-Men.
lost.jpg
Potrebbe suonare strano, ma ,stando ad un articolo pubblicato su Ubcfumetti, sarebbe proprio cosi. Secondo l’articolo, le tematiche e lo stile di narrazione di Lost sarebbero un omaggio ai fumetti, sopratutto dell’arco narrativo degli X-Men gestito da Chris Claremont. Certo, io non seguo Lost, ma ho trovato l’articolo decisamente interessante, un ennesima dimostrazione di come il mondo del fumetto in tutte le sue sfaccettature stia diventando fonte d’ispirazione anche per tutti gli altri mezzi di comunicazione, televisione in primis (Heroes? Chi l’ha detto?).
Unica pecca dell’articolo, l’accusa finale mossa polemicamente (ed inutilmente) contro i giovani autori italiani. Ovvio che i nostri “giovani scrittori rampanti” (per usare i loro termini) vengano definiti “incapaci di scrivere un dialogo che sia un minimo brillante o credibile e poveri di spunti narrativi” (parole tratte dall’articolo) se vengono paragonati a dei mostri sacri come Alan Moore o Chris Claremont.
Quanto invece all’augurio finale di spedirli tutti in America ad imparare a scrivere, ricorderei che se non ci fosse stata l’ondata di “giovani scrittori rampanti” dall’Inghilterra il fumetto americano sarebbe morto e sepolto dagli anni ‘90.

Scritto da Massimo [Diapolik].

2 Commenti a “Il serial Lost un omaggio ai fumetti?”

  1. manuel

    l’accostamento lost-x men è un po’ forzatello ma non peregrino. Più calzante accostarlo a watchmen, se non altro perché anche qui c’è un personaggio che in seguito a un incidente si sconnette dal flusso temporale, rivive il passato ma non può cambiarlo, prevede il futuro ma non può modificarlo. Almeno stando a quanto sappiamo finora, ma Lost ribalta in continuazione le prospettive.
    La quarta serie dicono abbia un taglio ancora più fumettistico delle precedenti.
    La polemica sugli sceneggiatori italiani è un po’ sterile e fuori luogo, però non vedo geni al momento nel panorama italico, e anche pochi solidi professionisti che non si concedano mai strafalcioni o pressappochismi, o buone idee sfruttate a metà.

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    3 Luglio 2008 alle 17:55
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  2. Massimo [Diapolik]

    Bhe, Manuel, di buoni sceneggiatori ce ne sono pochi, è vero, ma il problema sta anche alla base.
    Gli editori stessi spesso preferiscono storie “sicure”, per cosi dire, che vadano bene ad ogni palato, rifiutando soggetti originali ma giudicati “troppo” (troppo violenti, troppo provocatori, troppo irriverenti ecc ecc ecc).
    Purtroppo va anche detto che molti, troppi sceneggiatori e scrittori o pseudo tali sopratutto agli inizi non ammettono ne riconoscono i loro limiti e incolpano immotivatamente gli editori di scarsa fiducia o, come ho dovuto sentire in qualche occassione, accusano i lettori che, secondo la loro distorta visione della realtà, non li apprezzano solo perchè non hanno un nome famoso.

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    3 Luglio 2008 alle 21:50
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