Ed infine giunse la crisi
Mi sono assentato per un paio di mesi e, quanto torno ad aggiungere un nuovo post, mi ritrovo a dover dare una sequela di brutte notizie.
Non c’è che dire, che estate di m… che è stata per il fumetto italiano.

Un estate segnata dalla chiusura di parecchie serie. Visto che se n’è già parlato molto non entro troppo nel dettaglio sugli argomenti legati alle chiusure di Trigger (Star Comics), di Unità Speciale e di Martin Hel (entrambi Eura), ma direi che una “menzione d’onore” per la sfiga del periodo va decisamente a Roberto Recchioni (Dylan Dog, Diabolik) che, per cause diverse, si è visto in un paio di mesi interrompere due delle sue creazioni, John Doe e la versione a fumetti de Le Cronache del Mondo Emerso.
Andando in ordine cronologico, la prima delle due serie ad essere chiusa è stata Le Cronache del Mondo Emerso. Visto il putiferio scatenato dal precedente post sull’argomento, la maggior parte di quelli che seguono questo blog magari penseranno che io ne sia felice ed invece è il contrario. Al di la quello che io pensi o meno dei libri originali, e del fatto che l’operazione fosse un valido modo per sfruttare un marchio conosciuto per guadagnarci un pò sopra, rimane il fatto che era uno dei fumetti italiani più in vista al momento e il fatto che sia stato chiuso per una questione di plagio è uno delle peggiori figure che si potevano rimediare. Per non parlare poi degli interventi fuori luogo che molti nel settore hanno fatto per tentare di difendere Giuseppe Ferrario, il disegnatore accusato di plagio (che, dal canto suo, ha dichiarato che in realtà si trattava di una sorta d’omaggio….mha). Uno dei pochi interventi onesti ed obbiettivi l’ho trovato su House Of Mystery.
Discorso forse più contorto quello legato a John Doe. Qui c’è poco da dire non avendo una visione più ampia della cosa. Da un lato Recchioni dice la sua sul suo blog, giustamente affranto e deluso vedendosi chiudere un altro suo lavoro, dall’altro la Eura dichiara che i dati di vendita non sono sufficientemente alti per giustificarne la presenza nelle edicole. Senza i dati di vendita in mano non è facile essere obbiettivi. Quello che fa strano nella decisione è la volontà d’interrompere una serie arrivata ormai al 75° volume a pochi numeri dalla fine e di non vendere i diritti ad un altro editore che avrebbe continuato la pubblicazione nello stesso formato. Infatti, pare che le storie conclusive vedranno la luce a puntate sui periodici Lanciostory e Skorpio, scelta che non trova comprensibilmente, l’appoggio dell’autore ne dei lettori.
Da parte mia non posso far altro che esprimere il mio dispiacere per tutti gli autori che lavoravano su queste serie e ricordarvi che è in corso una petizione per cercare di salvare dalla chiusura John Doe.