Anche gli autori nel loro piccolo s’incazzano
Nel 2004, Enaudi Ragazzi, pubblica Era Calendimaggio, un libro di Angela Nanetti illustrato da Roberto Innocenti, noto e apprezzato artista nostrano. Quest’anno il libro viene ritirato dal mercato e dal catalogo e quindi, le copie rimaste invendute, vengono destinate al macero. Per Roberto Innocenti è la classica goccia che fa traboccare il vaso e, penna alla mano, scrive una lettera a Orietta Fatucci. La lettera, oltre allo sfogo dell’autore, mette alla luce i contrastati rapporti tra editori e illustratori scatenando un terremoto negli addetti ai lavori.

La lettera è stata diffusa con il consenso di Innocenti tramite l’Associazione Illustratori (qui trovate il testo integrale). L’argomento è un nervo scoperto e i commenti e le prese di posizione degli addetti ai lavori non si sono fatte attendere. La lettera arriva in un momento in cui gli autori (illustratori, fumettisti, traduttori ecc) e il mondo dell’editoria sono già ai ferri corti (i traduttori hanno da poco manifestato l’intenzione di scendere in sciopero). Con L’Associazione Illustratori e il SILF (sindacato di categoria) che da anni cercano di far introdurre dei contratti standard, forse la polemica innescata dalla lettera di Innocenti era quello che mancava per far si che tutti coloro che fanno professioni creative si unissero in un fronte comune di protesta per veder riconosciuti i propri diritti.