A scuola i fumetti come libri di testo
Il Museo del Fumetto di Lucca ha avviato un progetto per inserire nelle scuole il fumetto come strumento didattico.
Ideato da Angelo Nencetti, responsabile del museo, il progetto si divide in due punti principali e, nonostante il valore dell’iniziativa, le polemiche si sprecano.

Il fumetto negli ultimi anni non è più considerato solo intrattenimento, ma si è dimostrato capace di ritagliarsi uno spazio nella letteratura d’autore, tanto che spesso alcune graphic novel vengono affiancate ai romanzi, sia concettualmente che nelle varie premiazioni dedicate alla letteratura.
Non mi dilungo sulle finalità del progetto e su i punti nel qual è articolato, anche perché l’esauriente articolo apparso su il sole 24 ore è molto esauriente a riguardo.
Tengo tuttavia a dire che considero l’idea molto valida, sia nel far conoscere un certo tipo di fumetto d’autore, che nulla ha da invidiare ai romanzi che di solito vengono fatti studiare ai giovani studenti, sia nell’utilizzare eventualmente il fumetto come strumento didattico, capace probabilmente d’intrigare maggiormente uno studente che non il classico libro di testo.
Quello che proprio non capisco, invece, sono le sterili polemiche mosse da alcuni siti, molto più seguiti e blasonati di questo. Ognuno può avere la sua idea, non lo metto in discussione, ma se in un articolo ci si scaglia contro il progetto, esprimendo dubbi, facendo paragoni alquanto inappropriati e, allo stesso tempo, ci si rammarica perché in altri paesi è già in vigore da anni mentre qui da noi c’e’ voluto tanto tempo…….bhe, ci leggo un po’ di confusione di fondo.
Capisco che la proposta è portata avanti da un Ministro dell’Istruzione non popolarissimo (discorso aperto e chiuso subito, non ho intenzione di parlare qui di riforme alla scuola se non legate ai fumetti), ma, se l’idea è buona, non vedo perché scagliarcisi contro solo per una presa di posizione.